mercoledì 1 ottobre 2008
martedì 30 settembre 2008
I'm back
Diario di bordo (ritrovato in data 30 settembre in mezzo alla cambusa di un Bavaria 32, tra una bottiglia di ouzo mezza piena, una scatola di alici marinate, e un sacchetto vuoto di gocciole al cioccolato)
9 agosto 2008, Atene, Alimos Marina
Forse il porto di Livorno, ai tempi in cui Livorno era il centro commerciale del granducato di toscana, doveva presentarsi così.
Gozzoviglia di materia umana, baccanale di odori, risate, urla, liti, odore di cibo, di vino, di sale, mescolati all'odore della benzina che l'autocisterna sta rifornendo nelle barche appena rientrate in porto, e che tra questa sera e domattina ripartiranno.
Davide si occupa del check-in, o meglio, vorrebbe occuparsene. Io faccio la seconda parte della cambusa. Per tornare al porto rubo un carrello,ma mi fermano e mi chiedono i documenti. Mi è andata male. Finalmente un tizio allampanato sulla trentina, ma che dimostra 60 anni, ha pena di Davide abbandonato ai 40 gradi di agosto sui bagagli in banchina, e fa il check-in.
La randa, la chiamiamo ridicola. Il tizio, che ha pure un nome - Apostolos - impallidisce a scoprire che andiamo alle Cicladi, e ci prega di cambiare itinerario: la barca è piccola, e voi siete in due. Non lo aggiunge, ma vorrebbe dire anche "e lei non mi sembra molto ferrata in materia".
Un po' mi spaventa. Sistemiamo le nostre cose e finiamo la spesa. Mentre Davide cerca le barche italiane di forsailing (saranno mica quelli con 10 casse di birra?) io preparo un tipico piatto estivo: cordon bleau e pomodori.
Finalmente troviamo una barca italiana, di forsailing, e poco intenzionata - come noi - a fare flottiglia. Lui sembra un lupo di mare, e anche se aggrotta le sopracciglia sulla nostra scelta (la barca è piccola, e voi siete in due), sembra prenderci in simpatia e quasi quasi domattina partirà con noi.
Andiamo a letto-cabina imperiale di prua-Nene, è così che si chiama, è ormeggiata in porto, quindi godiamoci questa notte.
9 agosto 2008, Atene, Alimos Marina
Forse il porto di Livorno, ai tempi in cui Livorno era il centro commerciale del granducato di toscana, doveva presentarsi così.
Gozzoviglia di materia umana, baccanale di odori, risate, urla, liti, odore di cibo, di vino, di sale, mescolati all'odore della benzina che l'autocisterna sta rifornendo nelle barche appena rientrate in porto, e che tra questa sera e domattina ripartiranno.
Davide si occupa del check-in, o meglio, vorrebbe occuparsene. Io faccio la seconda parte della cambusa. Per tornare al porto rubo un carrello,ma mi fermano e mi chiedono i documenti. Mi è andata male. Finalmente un tizio allampanato sulla trentina, ma che dimostra 60 anni, ha pena di Davide abbandonato ai 40 gradi di agosto sui bagagli in banchina, e fa il check-in.
La randa, la chiamiamo ridicola. Il tizio, che ha pure un nome - Apostolos - impallidisce a scoprire che andiamo alle Cicladi, e ci prega di cambiare itinerario: la barca è piccola, e voi siete in due. Non lo aggiunge, ma vorrebbe dire anche "e lei non mi sembra molto ferrata in materia".
Un po' mi spaventa. Sistemiamo le nostre cose e finiamo la spesa. Mentre Davide cerca le barche italiane di forsailing (saranno mica quelli con 10 casse di birra?) io preparo un tipico piatto estivo: cordon bleau e pomodori.
Finalmente troviamo una barca italiana, di forsailing, e poco intenzionata - come noi - a fare flottiglia. Lui sembra un lupo di mare, e anche se aggrotta le sopracciglia sulla nostra scelta (la barca è piccola, e voi siete in due), sembra prenderci in simpatia e quasi quasi domattina partirà con noi.
Andiamo a letto-cabina imperiale di prua-Nene, è così che si chiama, è ormeggiata in porto, quindi godiamoci questa notte.
martedì 5 agosto 2008
domani!!
Il vento è un cavallo:senti come corre per il mare, per il cielo.Vuol portarmí via: senti come percorre il mondo per portarmi lontano.Nascondimi, tra le tue braccia per questa notte sola,mentre la pioggia rompe contro il mare e la terra la sua bocca innumerevole.Senti come il vento mi chiama galoppando per portarmi lontano.Con la tua fronte sulla mia fronte,con la tua bocca sulla mia bocca,legati i nostri corpi all'amore che ci brucia,lascia che il vento passi senza che possa portarmi via.Lascia che il vento corra coronato di spuma,che mi chiami e mi cerchi galoppando nell'ombra,mentre, sommerso sotto i tuoi grandi occhi,per questa notte sola riposero, amor mio.
domenica 27 luglio 2008
un mese, tre giorni e un secolo
Una volta credevo di non scrivere sul blog quando stavo bene, poi per un po' ho creduto che lo stare bene, lo stare male, non c'entrassero niente con lo scrivere ma che tutto dipendesse dalla valvola che trovavo per sfogare le mie emozioni, la mia creatività, le mie energie..e quindi quando c'erano tante foto non c'era il blog, quando c'erano i viaggi non c'era il blog..in questo mese, in questi tre giorni, è passato un secolo..e in un secolo si sta bene, si sta male, si sta tremendamente bene, si sta tremendamente male, si viaggia, si fanno foto.
Le foto, delle vele finalmente al vento dopo tanto tempo, i viaggi a Portovenere e a San Fruttuoso, i viaggi nella memoria di Grado, i viaggi nel cuore e i viaggi della notte, quelli delle 4 e mezza circa..che mi sembra un secolo e non ricordo se sono le 4.35 o le 4.33. I ritorni, che non è vero in fondo che i sognatori cadono, mentre i sogni si allontanano come cavalli scossi. Io, so cavalcare, e sto attaccata alle briglie del mio cavallo con la forza di un fiore tra l'asfalto. Sì, proprio quello lì, quello di Elisa, che gracchiava nella radio in qualche galleria là da qualche parte tra Rapallo e Genova.. raccontami una storia, ho letto oggi, e la mia storia è cominciata proprio lì. In un secolo si soffre tanto, per le cose non fatte, per le cose non dette, per le cose che cambieranno, per il volto di un addio disperato attraverso le acque di Porto Venere. In un secolo si sta male, davanti all'amore immenso e terribile, imponente come una montagna.. in un secolo si sta bene, davanti all'amore immenso e terribile, perchè quella montagna di Rhinia, la scaleremo insieme.. e insieme, tenendoci per mano, guarderemo Delos, dove non si nasce e non si muore, e dove solo ciò che è sacro e immenso è ammesso . Sacro come l'amore, immenso come il vento che spinge una piccola barca verso l'orizzonte. Io te, e il vento.
Le foto, delle vele finalmente al vento dopo tanto tempo, i viaggi a Portovenere e a San Fruttuoso, i viaggi nella memoria di Grado, i viaggi nel cuore e i viaggi della notte, quelli delle 4 e mezza circa..che mi sembra un secolo e non ricordo se sono le 4.35 o le 4.33. I ritorni, che non è vero in fondo che i sognatori cadono, mentre i sogni si allontanano come cavalli scossi. Io, so cavalcare, e sto attaccata alle briglie del mio cavallo con la forza di un fiore tra l'asfalto. Sì, proprio quello lì, quello di Elisa, che gracchiava nella radio in qualche galleria là da qualche parte tra Rapallo e Genova.. raccontami una storia, ho letto oggi, e la mia storia è cominciata proprio lì. In un secolo si soffre tanto, per le cose non fatte, per le cose non dette, per le cose che cambieranno, per il volto di un addio disperato attraverso le acque di Porto Venere. In un secolo si sta male, davanti all'amore immenso e terribile, imponente come una montagna.. in un secolo si sta bene, davanti all'amore immenso e terribile, perchè quella montagna di Rhinia, la scaleremo insieme.. e insieme, tenendoci per mano, guarderemo Delos, dove non si nasce e non si muore, e dove solo ciò che è sacro e immenso è ammesso . Sacro come l'amore, immenso come il vento che spinge una piccola barca verso l'orizzonte. Io te, e il vento.
martedì 24 giugno 2008
code per traffico intenso, nubi in aumento. futuro incerto
"Nelle azzurre sere d'estate, andrò per i sentieri,punzecchiato dal grano, a pestar l'erba tenera:trasognato sentirò la frescura sotto i piedie lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.io non parlerò, non penserò più a nulla:ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro, nella Natura, lieto come con una donna."
No perchè a Ivrea avevo il momento dei vaffanculo quelli sani che ti liberano dentro.. ma adesso non ne ho mica voglia, di mandare in quel posto persone..forse perchè..forse perchè non sono mica le persone.. non è colpa delle persone se sono TUTTE diverse da me e se quella che credi sia libertà non lo è e ti devi accontentare di essere libera di capire le libertà che ti mancano.. la libertà di amare, la libertà di essere amata, la libertà di non essere tradita, non di nuovo, la libertà di esprimermi tutti i giorni e di farlo al meglio.
E allora forse ho perso la voglia dei vaffanculo o forse sono solo diventata grande o forse, è il momento di comprare uno di quei quadernetti che comprava la mamma..che negli ultimi tempi avevano anche la spiraletta colorata, e cominciare a scrivere l'elenco. Poco alla volta, e con dolcezza.
No perchè a Ivrea avevo il momento dei vaffanculo quelli sani che ti liberano dentro.. ma adesso non ne ho mica voglia, di mandare in quel posto persone..forse perchè..forse perchè non sono mica le persone.. non è colpa delle persone se sono TUTTE diverse da me e se quella che credi sia libertà non lo è e ti devi accontentare di essere libera di capire le libertà che ti mancano.. la libertà di amare, la libertà di essere amata, la libertà di non essere tradita, non di nuovo, la libertà di esprimermi tutti i giorni e di farlo al meglio.
E allora forse ho perso la voglia dei vaffanculo o forse sono solo diventata grande o forse, è il momento di comprare uno di quei quadernetti che comprava la mamma..che negli ultimi tempi avevano anche la spiraletta colorata, e cominciare a scrivere l'elenco. Poco alla volta, e con dolcezza.
martedì 17 giugno 2008
"Le due grandi leggi che regolano la vita di tutti noi sono la paura e il desiderio. Tutto quello che facciamo lo facciamo perchè desideriamo qualcosa e perchè abbiamo paura di qualcos'altro. A volte i due sentimenti sono mescolati: vogliamo qualcosa, ma la paura ci impedisce di averla. A volte invece è il desiderio a combattere contro la paura, a impedirci di scappare da una situazione che ci spaventa, da cui vorremmo e forse dovremmo stare lontani"
sabato 31 maggio 2008
...
"La luce che cercava di svegliarmi era insolitamente violente, era luce - quella - e non quella di quella di ogni mattino fino ad allora. Il sale e il caffè nelle narici, e u n castello in mezzo al mare. Vinsi la paura, ed aprii gli occhi. E fu lì, naufragato in mezzo al mare, che vidi per la prima volta il sole"
giovedì 29 maggio 2008
cade la pioggia e tutto tace
Elogio della stanchezza.. perchè quando sei stanco diventi, sì, più vulnerabile, ed ogni singola nota stonata può aprirti una ferita e ogni parola sussurrata senza amore può avvinghiartisi al cuore come una ragnatela nera.
Bè.. ma funziona anche per le cose belle.. la stanchezza solleva come una velina dal tuo viso e con le sue dita ti pulisce dalla patina dell'attività .. e via via arriva agli occhi e ti strappa la maschera del ritmo e.. e solo così puoi VEDERE il balcone che GUARDI tutti i giorni dal tram.. quel balcone così grigio e così triste ma che nei tuoi occhi finalmente rivela il suo segreto.. un bellissimo fiore porpora che imperterrito si arrampica sul fumo. E attraverso i vetri rigati dalla pioggia vedi il primo merlo che i tuoi occhi di bambina e poi di donna abbiano mai visto, saltellare su un angolo di prato, vicino a un albero che allunga la sua mano disperata per toccare il cielo. Puoi toccare il vetro e toccare tutto il mondo e sentirti scorrere la pioggia le lacrime di tutto il mondo sul viso e la vita e l'amore e il dolore di tutto il mondo entrarti dentro e mescolarsi a tutta la stanchezza..
Bè.. ma funziona anche per le cose belle.. la stanchezza solleva come una velina dal tuo viso e con le sue dita ti pulisce dalla patina dell'attività .. e via via arriva agli occhi e ti strappa la maschera del ritmo e.. e solo così puoi VEDERE il balcone che GUARDI tutti i giorni dal tram.. quel balcone così grigio e così triste ma che nei tuoi occhi finalmente rivela il suo segreto.. un bellissimo fiore porpora che imperterrito si arrampica sul fumo. E attraverso i vetri rigati dalla pioggia vedi il primo merlo che i tuoi occhi di bambina e poi di donna abbiano mai visto, saltellare su un angolo di prato, vicino a un albero che allunga la sua mano disperata per toccare il cielo. Puoi toccare il vetro e toccare tutto il mondo e sentirti scorrere la pioggia le lacrime di tutto il mondo sul viso e la vita e l'amore e il dolore di tutto il mondo entrarti dentro e mescolarsi a tutta la stanchezza..
martedì 27 maggio 2008
Animula vagula blandula
Anima mia,
resta seduta come un paziente spettatore; non giudicare la commedia prima che sia finita; nella trama ci sono molti cambiamenti; ogni giorno parla una nuova scena; l'ultimo atto corona la commedia.
Respiro a fondo, e respiro tutto il tempo che mi è attorno, lo scosto come scostassi delle nuvole dopo un temporale. E sento l'odore dello spazio, che ha l'odore della terra bagnata dopo il primo temporale in primavera.
resta seduta come un paziente spettatore; non giudicare la commedia prima che sia finita; nella trama ci sono molti cambiamenti; ogni giorno parla una nuova scena; l'ultimo atto corona la commedia.
Respiro a fondo, e respiro tutto il tempo che mi è attorno, lo scosto come scostassi delle nuvole dopo un temporale. E sento l'odore dello spazio, che ha l'odore della terra bagnata dopo il primo temporale in primavera.
martedì 20 maggio 2008
la pioggia è fuori
Io pronuncio il tuo nome nelle notti oscure,quando giungono gli astri
a bere nella luna,e dormono i rami
delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte.
Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,e il tuo nome mi suona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della mite pioggia.
Ti amerò come allora qualche volta?
Che colpa ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!!
a bere nella luna,e dormono i rami
delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte.
Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,e il tuo nome mi suona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della mite pioggia.
Ti amerò come allora qualche volta?
Che colpa ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!!
lunedì 19 maggio 2008
otto anni oggi
"Se tu mi rivenissi incontro vivo,con la mano tesa,ancora potrei,di nuovo in uno slancio d'oblio, stringere,fratello, una mano.Ma di te, di te più non mi circondano che sogni, barlumi,i fuochi senza fuoco del passato. La memoria non svolge che le immagini e a me stesso io stesso non sono già più che l'annientante nulla del pensiero"
Non è mai cominciata per te, non hai tremato alla vigilia della maturità guardando il lago maggiore che in giugno è blu come se fosse mare.. non hai provato le emozioni delle grandi decisioni sul futuro e di quelle piccole che sembrano così grandi da farti mancare il fiato.
Il fiato il fiato avrei voluto tante volte fare un respiro così profondo da respirare anche per te, inalare tutta la vita farla scorrere attraverso le mie vene fino alla punta delle dita e da lì, stringendoti la mano, trasmetterla a te, la mia vita che meritavi.
Non hai vissuto l'emozione di un amore che sboccia e ti travolge, la disperazione di un amore che finisce e l'attesa di un amore negato.
E, non hai vissuto il dolore della morte.. cara non hai vissuto il dolore della tua morta e il cielo che si riempie di nubi nere che coprono il sole.
Volevi essere un angelo blu, bianco e oro e un angelo forse non può vivere tutto questo. E allora se esiste l'angelo custode, tu sei diventata il mio.. e ogni cosa che ho vissuto che a te è stata negata, l'hai vissuta con me.
Non è mai cominciata per te, non hai tremato alla vigilia della maturità guardando il lago maggiore che in giugno è blu come se fosse mare.. non hai provato le emozioni delle grandi decisioni sul futuro e di quelle piccole che sembrano così grandi da farti mancare il fiato.
Il fiato il fiato avrei voluto tante volte fare un respiro così profondo da respirare anche per te, inalare tutta la vita farla scorrere attraverso le mie vene fino alla punta delle dita e da lì, stringendoti la mano, trasmetterla a te, la mia vita che meritavi.
Non hai vissuto l'emozione di un amore che sboccia e ti travolge, la disperazione di un amore che finisce e l'attesa di un amore negato.
E, non hai vissuto il dolore della morte.. cara non hai vissuto il dolore della tua morta e il cielo che si riempie di nubi nere che coprono il sole.
Volevi essere un angelo blu, bianco e oro e un angelo forse non può vivere tutto questo. E allora se esiste l'angelo custode, tu sei diventata il mio.. e ogni cosa che ho vissuto che a te è stata negata, l'hai vissuta con me.
mercoledì 14 maggio 2008
vento
Sarò morbide mani
per penetrarela luce del giorno
Dita sinuose come il velluto
posate sui pensieri
Giocherò nello scrosciare allegro,
della pioggia sui vetri colorati della vita
Saròcome passione
il caldo rosso del tramonto
dove nascondere segreti
il fresco verde dell'erba
bagnata di rugiada
dove tuffare desideri
l'azzurro limpido del cielo
dove immergere i miei sogni
Sarònella notte
accarezzata dalla luna
tra le sue braccia
SOLO donna
per penetrarela luce del giorno
Dita sinuose come il velluto
posate sui pensieri
Giocherò nello scrosciare allegro,
della pioggia sui vetri colorati della vita
Saròcome passione
il caldo rosso del tramonto
dove nascondere segreti
il fresco verde dell'erba
bagnata di rugiada
dove tuffare desideri
l'azzurro limpido del cielo
dove immergere i miei sogni
Sarònella notte
accarezzata dalla luna
tra le sue braccia
SOLO donna
venerdì 9 maggio 2008
dispensatrice di consigli - davanti a una pianta piena di fiori viola
che dicono siano 3 anni che sia li lei è arrivata quando sono andata via, ma non ci siamo incontrate all'ingresso, evidentemente.
stella, la mia perla di saggezza è una di quelle di allevamento (ma che senso ha poi allevarle.. mica muggiscono, si coltivano semmai) ma se la lucidi bene luccica anche lei.
E sì che amare è scegliere e che in amore vince chi fugge - anche se potremmo discutere anche di questo e forse in amore se proprio di vincitori si vuol parlare anche se forse è una di quelle cazzate sparate in cucina a mezzanotte dopo un giro in un cinema senza senso per un film ancora meno sensato, vince chi resta.. e te lo dice una che fa fatica a star seduta sulla sedia anche solo per bere un caffè. MA a volte forse non è così bello lasciare che sia la vita stessa a scegliere per te trascinando col vento un petalo di un fiore - viola sì - a posarsi sul libro che stai leggendo in terrazza.. o un gatto che cammina nel cortile che ti distrae dalla tua tastiera e ti apre mondi inesplorati dove tutto non è secondo la regola o lo schema che ci hanno insegnato come giusto ma è solo quello più comodo, quello che le streghe convenzioni, il mago buonsenso e la puttana società ci hanno insegnato ad essere la cosa giusta.
Di regola, le grandi decisioni della vita umana hanno a che fare più con gli istinti e altri misteriosi fattori inconsci che con la volontà cosciente, le buone intenzioni, la ragionevolezza.. no?
Quindi non far la cosa giusta, non far la cosa sbagliata, insomma non far la cosa..a meno che tatina non sia il cuore a dettartela.
stella, la mia perla di saggezza è una di quelle di allevamento (ma che senso ha poi allevarle.. mica muggiscono, si coltivano semmai) ma se la lucidi bene luccica anche lei.
E sì che amare è scegliere e che in amore vince chi fugge - anche se potremmo discutere anche di questo e forse in amore se proprio di vincitori si vuol parlare anche se forse è una di quelle cazzate sparate in cucina a mezzanotte dopo un giro in un cinema senza senso per un film ancora meno sensato, vince chi resta.. e te lo dice una che fa fatica a star seduta sulla sedia anche solo per bere un caffè. MA a volte forse non è così bello lasciare che sia la vita stessa a scegliere per te trascinando col vento un petalo di un fiore - viola sì - a posarsi sul libro che stai leggendo in terrazza.. o un gatto che cammina nel cortile che ti distrae dalla tua tastiera e ti apre mondi inesplorati dove tutto non è secondo la regola o lo schema che ci hanno insegnato come giusto ma è solo quello più comodo, quello che le streghe convenzioni, il mago buonsenso e la puttana società ci hanno insegnato ad essere la cosa giusta.
Di regola, le grandi decisioni della vita umana hanno a che fare più con gli istinti e altri misteriosi fattori inconsci che con la volontà cosciente, le buone intenzioni, la ragionevolezza.. no?
Quindi non far la cosa giusta, non far la cosa sbagliata, insomma non far la cosa..a meno che tatina non sia il cuore a dettartela.
martedì 6 maggio 2008
lunedì 5 maggio 2008
Salam Aleikum, Vita !
Il vento del Marocco.. o meglio, i venti del Marocco... il vento soffocante di Casablanca che offusca la pelle e l'anima di orrore e paura, il vento lontano di Fès che non lascia sonnecchiare in pace un gatto accoccolato su un tetto verde, il vento violento del Sahara, che ruba e dà certezze e consolazioni come un sogno che al mattino sì, si svela, ma ti permette di comporre infiniti finali più dolci e melodiosi.. il vento capriccioso di Marrakech, gatto sinuoso e affascinante che si lascia accarezzare e ti accarezza lievemente, per lasciarti addosso il suo odore. Di incenso, di sudore, di sabbia e di spezie e di polvere. L'odore di vite non vissute, di vite vissute troppo e di vite che impossibili da vivere se non nel sogno, di una notte che sembra già estate ma non lo è ancora e il freddo che ancora trova la sua strada dal deserto abbraccia e sorprende una cicogna che cerca di difendere il suo piccolo.
I sogni che fino in Marocco ti rincorrono e ti sorprendono mentre attraverso un altro occhio contempli un mondo così diverso da non averlo mai sognato, al tramonto sulla Medina ipnotizzata dal lamento dei muezzin.. i sogni che ti cullano ascoltando una canzone che suona solo nella tua mente, perchè l'auto non ce l'ha la radio, mentre gole aride, palmerai rigogliosi, verde a bianco caldo e freddo caos e vuoto ti scorrono fuori, cullati dal fumo di una sigaretta. In un tramonto sulla terrazza, accanto a un fiore viola, a un sorriso d'oro, a un cappello di paglia e con l'odore di masala che non ti libera un istante, il maestro Bulgakov mi ha insegnato che ci è voluto il diavolo, per permettere a Gesù e a Pilato di fare pace e discorrere di filosofia camminando su un raggio di luna, e mi ha insegnato che un peccato a volte è indotto dalle circostanze, ma le circostanze non possono assolvere il peccatore, ed è un contrasto sì ma cosa è la vita se non contrasto e dialettica tra gli opposti, tra la colpa e le attenuanti, tra il sogno e la vita vera. Ma se è vero che nei sogni che cominciano le responsabilità, allora non siamo ugualmente colpevoli di un sogno anche se ci è stato dettato dal vento che sin dal mare arrivava qui, portandosi dietro il rumore della risacca e l'immensità del deserto? Non siamo colpevoli per aver guardato, seppur fingendo l'ingenuità di una bimba a piedi nudi, attraverso quella finestra aperta sul mare, in una notte che non avrà mai la sua espressione, al di là del tempo e della mente e della musica e della poesia? E se nemmeno nel sogno siamo innocenti, dove il nostro pensiero può correre libero e puro? Solo un pensiero, immenso, impalpabile ed effimero. Ma puro. Come un amore.
martedì 22 aprile 2008
Buonanotte buonanotte fiorellino
Mi fa male la gola, mi è venuta la scimmia e ho tanto sonno perchè la notte scorsa non ho fatto incubi, ma non ho dormito tanto.
Però tengo gli occhietti aperti ancora un minutino solo per passare a salutare..
Buonanotte..
Però tengo gli occhietti aperti ancora un minutino solo per passare a salutare..
Buonanotte..
domenica 13 aprile 2008
anguilla e oyakodon (che sarà poi l'oyakodon?)
Quanto è bello correre su per le scale della stazione centrale, con una rosa rossa in mano, in mezzo a una giornata grigia e piovosa sulla città grigia che sembra illuminarsi per le risate di due amici che si ritrovano davanti al solito martini e al solito rosso che poi diventano due. E salutarsi da lontano prendendosi in giro per il fiatone..perchè il treno sta partendo. Camminare per la stazione, con una rosa rossa in mano.. e incontrare i treni per Scalea, i pendolini per Roma, i regionali che andavano a Bergamo e i treni per Pontassieve.. i treni che tornavano da Genova e mi portavano, con l'ipod nelle orecchie e uno zaino più grande di me in spalla, alla fine dell'estate più curiosa che io ricordi.
Quanto è bello addormentarsi stanchi, dopo aver speso tutta l'energia residua per capire che maki ordinare al japan con consegna a domicilio, prima che la cena arrivi a casa.
Quanto sono belli i legami invisibili tra le cose, che all'improvviso si mostrano nel loro mistero primaverile. Chi sparge semi al vento farà fiorire il cielo.. e il mio cielo, che è il mio mare, sarà pieno di rose rosse e la pioggia piacerà a tutti e tutti vorranno correre sotto la pioggia senza sapere dove stanno andando, sentendosi ubriachi della vita.. e le valige aperte a terra saranno solo il simbolo sorridente di un viaggio che comincia e non il disperato grido di uno che finisce.. e le tazzine saranno due e quella bianca avrà sempre un po' di caffè in fondo, e un poeta timido e un pittore che parla con i gatti dipingeranno il mio cielo davanti alla finestra di una casa vuota, davanti a un ciliegio selvatico che i fiori non li ha rosa, ma bianchi e già sbocciati. Come un sorriso, una speranza, un filo che in questo aprile ha fatto un giro lunghissimo e sembra solo ora cominciare a comporre il suo disegno, quello che poi se gli metti il cuore sopra diventa una stella.
"Sì, praticamente sì. Tra lei, signor Nakata, e le cose con cui entra in contatto, si crea per forza un collegamento. E allo stesso tempo si crea un collegamento anche tra quelle cose, ed esempio l'anguilla e l'oyakodon. Piano piano questa rete di collegamenti si estende."
mercoledì 9 aprile 2008
il burro, il vino.. e i tegolini
con la mia giacca preferita, quella verde, ascoltando una canzone che parla di terre dell'anima che mi sorridono riflesse in un lago di montagna, così limpido e puro da fermare il fiato.. cadono dalle tasche un po' scucite i biglietti scaduti della metro, pensieri sottopelle di cui ti dimentichi per un po' ma poi spuntano fuori dal posto in cui meno te li aspettavi. Credevo che, scendendo giù per la viottola che arriva da Ferrando, avrei visto Anna che fuma una sigaretta fuori dal cinema Politeama, aspettando il cineforum, o che parcheggiando alle poste, avrei visto Anna che fa colazione alla domenica mattina al caffè Piemonte, leggendo un po' il giornale, un po' pettinandosi i capelli che alla domenica non si pettinano mai. Passando per la circonvallazione credevo che l'auto svoltasse a destra, per salire su verso il lago Sirio per una corsetta con sole che tramonta nei boschi. Credevo che fermandomi sotto la balconata pericolante del caffè Arduino, avrei intravisto alla finestrella all'ultimo piano, il tremolio della lanterna arancione di Anna, quella sempre accesa quando era in casa, e forse annusando l'aria avrei sentito l'odore dell'incenso che brucia infilato in un bicchiere sulla cassettiera di legno, mescolato al profumo della cena che il Dome e David stanno preparando. Camminando sul vialone mi aspettavo l'intonaco scrostato della casa dell'Oste, le risate dell'Osteria su al secondo piano e il gracchiare di un cd dei Cranberries a volume troppo alto dallo stereo. Ma i ciliegi non sono in fiore, lo spettacolo è finito e gli attori hanno cominciato a studiare altre parti. Lasciar andare una persona non significa aver imparato a lasciar andare anche voi, a lasciar andare Anna che non ho incontrato a Ivrea, non significa non sentire il dolore appiccicaticcio che ti impasta la pelle e il respiro scoprendo attraverso qualcosa o qualcuno che hai in te, che la verità che tanto vai cercando, l'avevi già dentro, quella bella come un ti voglio bene, come il sorriso stanco di una persona felice di vederti, quella pungente di un addio sussurrato a mezza voce.
Non lo voglio il tuo ombrello signorina sorridente, non lo voglio blu, nè rosso nè giallo, e non mi importa della pioggerellina che scende, voglio che lavi via tutto quanto il fango e mi permetta di vedere bene chi è - là sotto, l'Anna di oggi..
Non lo voglio il tuo ombrello signorina sorridente, non lo voglio blu, nè rosso nè giallo, e non mi importa della pioggerellina che scende, voglio che lavi via tutto quanto il fango e mi permetta di vedere bene chi è - là sotto, l'Anna di oggi..
lunedì 7 aprile 2008
Eporedia Nights
Leaving per Ivrea.. ed era ora.
Ho un sonno che non mi reggo in piedi e ho appena finito un lavoro che più brutto non si può.. ho il ginocchio massacrato perchè AMMETTIAMOLO che vuoi correre e fare la sportiva ricordandoti che al lago Sirio si andava tutti i giorni, ma al lago Sirio finiva che camminavo con Mauro parlando di triangoli ottusi e finiva sempre al Suburbia davanti a delle birre enormi.
MA domani, cascasse il mondo, rapissero il capo e tutte le responsabilità (a volte i numerelli su sfondo blu si fanno chiamare responsabilità per confondere il passante sprovveduto) cadessero su di te... domani SI VA A IVREA.
Per l'aperitivo super al Caffè Piemonte con la signora tutta scosciata che speriamo si ricordi chi sei, e con tantissime missioni importanti:
- missione numero 1: rivedere il super fede e convincerlo che il matrimonio la lavatrice i calzini che poi fanno i pelucchi se nn li lavano bene, i pranzi coi suoceri NON FANNO PER LUI ed è ancora in tempo a salvarsi
- missione numero 2: convincere il dome che la spesa al bennet non ha più senso senza me che ballo sul carrello e poi mi impianto a casa sua mendicando una cena
- missione numero 3: convincere tamara che è ora che lei e il pm coronino questo sogno collettivo inespresso perchè veramente non se ne può più
- missione numero 4: passare sotto la mia casina in via arduino 43, guardare all'abbaino e sorridere a un sogno passato, con malinconia ma non troppa
- missione numero 5: passare i tornelli di vodafone col badge della nuova azienda, prendere gli ascensori di destra, salire nella torre, entrare in ufficio da luisa & co. che SICURAMENTE saranno ancora in ufficio, bere un caffè e sparlare di qualcosa come se ieri non fosse qualche mese fa
- missione numero 6: angus da morbelli, risoluzione di tutto questo egocentrismo che mi attanaglia, e rientro nel mio cubo colorato
Ho un sonno che non mi reggo in piedi e ho appena finito un lavoro che più brutto non si può.. ho il ginocchio massacrato perchè AMMETTIAMOLO che vuoi correre e fare la sportiva ricordandoti che al lago Sirio si andava tutti i giorni, ma al lago Sirio finiva che camminavo con Mauro parlando di triangoli ottusi e finiva sempre al Suburbia davanti a delle birre enormi.
MA domani, cascasse il mondo, rapissero il capo e tutte le responsabilità (a volte i numerelli su sfondo blu si fanno chiamare responsabilità per confondere il passante sprovveduto) cadessero su di te... domani SI VA A IVREA.
Per l'aperitivo super al Caffè Piemonte con la signora tutta scosciata che speriamo si ricordi chi sei, e con tantissime missioni importanti:
- missione numero 1: rivedere il super fede e convincerlo che il matrimonio la lavatrice i calzini che poi fanno i pelucchi se nn li lavano bene, i pranzi coi suoceri NON FANNO PER LUI ed è ancora in tempo a salvarsi
- missione numero 2: convincere il dome che la spesa al bennet non ha più senso senza me che ballo sul carrello e poi mi impianto a casa sua mendicando una cena
- missione numero 3: convincere tamara che è ora che lei e il pm coronino questo sogno collettivo inespresso perchè veramente non se ne può più
- missione numero 4: passare sotto la mia casina in via arduino 43, guardare all'abbaino e sorridere a un sogno passato, con malinconia ma non troppa
- missione numero 5: passare i tornelli di vodafone col badge della nuova azienda, prendere gli ascensori di destra, salire nella torre, entrare in ufficio da luisa & co. che SICURAMENTE saranno ancora in ufficio, bere un caffè e sparlare di qualcosa come se ieri non fosse qualche mese fa
- missione numero 6: angus da morbelli, risoluzione di tutto questo egocentrismo che mi attanaglia, e rientro nel mio cubo colorato
...
il freddo che ancora mi insegue forse potrà strapparmi i petali, ma resterò a guardare il mare, e -chiudendo gli occhi - sarò di nuovo uno splendido fiore innamorato della primavera e di un'onda, illuso e felice che l'inverno sia lontano..
giovedì 3 aprile 2008
L'orologio degli dei
Ecco.. non lo so perchè sono tornata a scrivere stasera.. o meglio un po' lo so ma come sempre è una forma confusa e un po' stonata che non distinguo tanto bene e non ho nessuna voglia di starci più attenta, per capirla. So che non è per me che scrivo, o meglio, è per me attraverso uno specchio..uno specchio nuovo di quelli di cui discutere per ore intere sullo stretto, davanti a una bottiglia di vino rosso e in mezzo al cicalio alla puzza di fritto e alle grida dei bambini che, d'estate, corrono dietro su e giù per il lungolago salutando le barche.
Il tram di oggi mi ha detto di pensare a un anno fa e , ancora prima, centinaia di anni decine di me fa, alla casa delle fate nel parco degli alberi che ora che è primavera tornano ad essere i padroni e a nascondere le finestre della camera da letto lassù nel sottotetto al volo degli uccelli, al passaggio delle nuvole, ai temporali in arrivo.
A Ivrea la primavera è arrivata presto, è arrivata a una cena dall'Oste, si è scoperta rapida salendo di corsa una scala buia e brindando con 3 san simone ghiacciati, e poi forse ancora 3 e.. e nessuno lo vuol più bere senza gli altri due. Presto sono fioriti i ciliegi del lungo Dora sotto casa, ad addolcire il cancello che si apre col telecomando che prima o poi sapevo che così sarebbe andato perso, a illuminare il freddo del mattino alle cinque e mezza che ostinato si addensava intorno alla torre del castello, i rami dei ciliegi che sbucavano dalla nebbiolina e volere i fiori della primavera e dell'amore e non volerli vedere, perchè portavano il mattino il sole la luce e tante verità che alla fine nessuno voleva sentirsi dire perchè era bello vivere così, in una canzone, in un libro che sembra non avere mai l'ultima pagina..
;-) vabbè, per stasera.. Anna è tornata
martedì 15 gennaio 2008
...
Did I disappoint you or let you down? Should I be feeling guilty or let the judges frown? 'Cause I saw the end before we'd begun, Yes I saw you were blinded and I knew I had won. So I took what's mine by eternal right. Took your soul out into the night. It may be over but it won't stop there, I am here for you if you'd only care. You touched my heart you touched my soul. You changed my life and all my goals. And love is blind and that I knew when, My heart was blinded by you. I've kissed your lips and held your head. Shared your dreams and shared your bed. I know you well, I know your smell. I've been addicted to you. Goodbye my lover. Goodbye my friend. You have been the one. You have been the one for me. I am a dreamer but when I wake, You can't break my spirit - it's my dreams you take. And as you move on, remember me, Remember us and all we used to be I've seen you cry, I've seen you smile. I've watched you sleeping for a while. I'd be the father of your child. I'd spend a lifetime with you. I know your fears and you know mine. We've had our doubts but now we're fine, And I love you, I swear that's true. I cannot live without you. Goodbye my lover. Goodbye my friend. You have been the one. You have been the one for me. And I still hold your hand in mine. In mine when I'm asleep. And I will bare my soul in time, When I'm kneeling at your feet. Goodbye my lover. Goodbye my friend. You have been the one. You have been the one for me. I'm so hollow, baby, I'm so hollow. I'm so, I'm so, I'm so hollow. I'm so hollow, baby, I'm so hollow. I'm so, I'm so, I'm so hollow
giovedì 3 gennaio 2008
un po' cadeva il buio, un po' cadeva la neva
Buon anno,
iniziato con un sottofondo misterioso e romantico di neve: la neve, che cade sul ponte Carlo di una Praga deserta, ad attutire i passi di una coppia ammutolita dal mistero del labirinto della città, dell'anno nuovo, della vita nuova che la aspetta al di là del ponte.
La neve, che cade sui tetti di Milano e sembra proprio non volercisi fermare, su quei tetti sporchi, affollati eppure romantici.
La neve, sugli aghi di quel che resta di un fantastico natale, là sul balconicino in un piccolo bosco di meraviglie e stupori nascosto tra i comignoli, le tegole e il cemento, in compagnia di qualche piccione infreddolito.
iniziato con un sottofondo misterioso e romantico di neve: la neve, che cade sul ponte Carlo di una Praga deserta, ad attutire i passi di una coppia ammutolita dal mistero del labirinto della città, dell'anno nuovo, della vita nuova che la aspetta al di là del ponte.
La neve, che cade sui tetti di Milano e sembra proprio non volercisi fermare, su quei tetti sporchi, affollati eppure romantici.
La neve, sugli aghi di quel che resta di un fantastico natale, là sul balconicino in un piccolo bosco di meraviglie e stupori nascosto tra i comignoli, le tegole e il cemento, in compagnia di qualche piccione infreddolito.
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