martedì 30 settembre 2008

I'm back

Diario di bordo (ritrovato in data 30 settembre in mezzo alla cambusa di un Bavaria 32, tra una bottiglia di ouzo mezza piena, una scatola di alici marinate, e un sacchetto vuoto di gocciole al cioccolato)

9 agosto 2008, Atene, Alimos Marina

Forse il porto di Livorno, ai tempi in cui Livorno era il centro commerciale del granducato di toscana, doveva presentarsi così.
Gozzoviglia di materia umana, baccanale di odori, risate, urla, liti, odore di cibo, di vino, di sale, mescolati all'odore della benzina che l'autocisterna sta rifornendo nelle barche appena rientrate in porto, e che tra questa sera e domattina ripartiranno.
Davide si occupa del check-in, o meglio, vorrebbe occuparsene. Io faccio la seconda parte della cambusa. Per tornare al porto rubo un carrello,ma mi fermano e mi chiedono i documenti. Mi è andata male. Finalmente un tizio allampanato sulla trentina, ma che dimostra 60 anni, ha pena di Davide abbandonato ai 40 gradi di agosto sui bagagli in banchina, e fa il check-in.
La randa, la chiamiamo ridicola. Il tizio, che ha pure un nome - Apostolos - impallidisce a scoprire che andiamo alle Cicladi, e ci prega di cambiare itinerario: la barca è piccola, e voi siete in due. Non lo aggiunge, ma vorrebbe dire anche "e lei non mi sembra molto ferrata in materia".
Un po' mi spaventa. Sistemiamo le nostre cose e finiamo la spesa. Mentre Davide cerca le barche italiane di forsailing (saranno mica quelli con 10 casse di birra?) io preparo un tipico piatto estivo: cordon bleau e pomodori.
Finalmente troviamo una barca italiana, di forsailing, e poco intenzionata - come noi - a fare flottiglia. Lui sembra un lupo di mare, e anche se aggrotta le sopracciglia sulla nostra scelta (la barca è piccola, e voi siete in due), sembra prenderci in simpatia e quasi quasi domattina partirà con noi.
Andiamo a letto-cabina imperiale di prua-Nene, è così che si chiama, è ormeggiata in porto, quindi godiamoci questa notte.

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