domenica 27 luglio 2008

un mese, tre giorni e un secolo

Una volta credevo di non scrivere sul blog quando stavo bene, poi per un po' ho creduto che lo stare bene, lo stare male, non c'entrassero niente con lo scrivere ma che tutto dipendesse dalla valvola che trovavo per sfogare le mie emozioni, la mia creatività, le mie energie..e quindi quando c'erano tante foto non c'era il blog, quando c'erano i viaggi non c'era il blog..in questo mese, in questi tre giorni, è passato un secolo..e in un secolo si sta bene, si sta male, si sta tremendamente bene, si sta tremendamente male, si viaggia, si fanno foto.
Le foto, delle vele finalmente al vento dopo tanto tempo, i viaggi a Portovenere e a San Fruttuoso, i viaggi nella memoria di Grado, i viaggi nel cuore e i viaggi della notte, quelli delle 4 e mezza circa..che mi sembra un secolo e non ricordo se sono le 4.35 o le 4.33. I ritorni, che non è vero in fondo che i sognatori cadono, mentre i sogni si allontanano come cavalli scossi. Io, so cavalcare, e sto attaccata alle briglie del mio cavallo con la forza di un fiore tra l'asfalto. Sì, proprio quello lì, quello di Elisa, che gracchiava nella radio in qualche galleria là da qualche parte tra Rapallo e Genova.. raccontami una storia, ho letto oggi, e la mia storia è cominciata proprio lì. In un secolo si soffre tanto, per le cose non fatte, per le cose non dette, per le cose che cambieranno, per il volto di un addio disperato attraverso le acque di Porto Venere. In un secolo si sta male, davanti all'amore immenso e terribile, imponente come una montagna.. in un secolo si sta bene, davanti all'amore immenso e terribile, perchè quella montagna di Rhinia, la scaleremo insieme.. e insieme, tenendoci per mano, guarderemo Delos, dove non si nasce e non si muore, e dove solo ciò che è sacro e immenso è ammesso . Sacro come l'amore, immenso come il vento che spinge una piccola barca verso l'orizzonte. Io te, e il vento.