giovedì 29 maggio 2008

cade la pioggia e tutto tace

Elogio della stanchezza.. perchè quando sei stanco diventi, sì, più vulnerabile, ed ogni singola nota stonata può aprirti una ferita e ogni parola sussurrata senza amore può avvinghiartisi al cuore come una ragnatela nera.
Bè.. ma funziona anche per le cose belle.. la stanchezza solleva come una velina dal tuo viso e con le sue dita ti pulisce dalla patina dell'attività .. e via via arriva agli occhi e ti strappa la maschera del ritmo e.. e solo così puoi VEDERE il balcone che GUARDI tutti i giorni dal tram.. quel balcone così grigio e così triste ma che nei tuoi occhi finalmente rivela il suo segreto.. un bellissimo fiore porpora che imperterrito si arrampica sul fumo. E attraverso i vetri rigati dalla pioggia vedi il primo merlo che i tuoi occhi di bambina e poi di donna abbiano mai visto, saltellare su un angolo di prato, vicino a un albero che allunga la sua mano disperata per toccare il cielo. Puoi toccare il vetro e toccare tutto il mondo e sentirti scorrere la pioggia le lacrime di tutto il mondo sul viso e la vita e l'amore e il dolore di tutto il mondo entrarti dentro e mescolarsi a tutta la stanchezza..

1 commento:

Alberto Capella ha detto...

Che bello questo blog, complimenti davvero! Curioso conoscere una persona tramite il suo blog avendola incontrata tante volte nei corridoi di Vodafone, ma così è...
Ciao ciao
Alberto