mercoledì 29 agosto 2007

Black is back


Tornata dopo tanti giorni di assenza, giorni così intensi che non so, non lo so proprio, da dove cominciare a raccontarli. Proverò ad attenermi a un ordine cronologico, cominciando quindi con la Calabria, ma nella mia mente frasi emozioni e immagini vanno a sovrapporsi come sogni che si sfaldano al risveglio in un mattino quasi autunnale, e se io cercassi, avventurandomi in un labirinto di siepi tutte apparentemente uguali ma tutte tese verso direzioni diverse e passaggi segreti inaspettati, di ritrovare il filo di questo percorso d'estate in bilico tra l'amore e la rivelazione, tra il cielo e il mare, tra quella che sono e quella che vorrei essere, rischierei forse di vagare nel bosco delle parole senza giungere a nulla. Metterò quindi qui poche immagini e nessun fatto, per ora, cominciando dalla Calabria e mano a mano che i pensieri d'estate sgomitano tra quelli quotidiani. 'E passato ormai qualche tempo da quando ho cominciato a rotolare verso sud con i miei compagni di viaggio improvvisati e ritrovati, toccando sponde e pareti diverse con la naturalità della pallina di un flipper che non vuole scivolare nel buco e far finire la partita. Pensarci è come pensare a un cartone animato che amavo da bambina, di cui ricordi solo i colori e i sorrisi e quegli occhi azzurri - sì, perchè tutti i protagonisti dei cartoni animati di quando sei bambina sembrano averli azzurri, gli occhi - grandi e illuminati. E anche se non ricordi bene la trama e non lo sai se infine la ragazzina impacciata che si trasformava di nascosto in una fata bellissima lo avrebbe confessato, al suo innamorato distaccato e distante, questo suo grande segreto, è bello e colorato lo stesso. Una ricerca colorata sì, questa è la busta in cui voglio infilare i biglietti di sola andata della mia prima settimana a caccia del sole della Calabria, fatta di pensieri leggeri come le vele dei kyte sul cielo - o sul mare? - di Lamezia, che di colpo possono diventare pesanti e precipitare a terra per poi scoprire, tuttavia, che la sabbia è calda e anche non volare è bello, perchè è vero. Nella mente ho le concierie, questo è il termine credo, dove i tessuti vengono tinti di tanti colori diversi e mi immagino un sistema impazzito, un braccio meccanico che regge una sciarpa lunghissima e la immerge ora nella vasca del rosso, ora in quella del verde, poi il giallo il blu poi ancora il rosso. Questo è quel che sono stati questi giorni e quel che un braccio invisibile ha fatto con me, nei miei giorni sotto al sole del sud.

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